Orientarsi al Futuro 2026: dal calo dei punteggi alle azioni di orientamento

Orientarsi al Futuro 2026: dal calo dei punteggi alle azioni di orientamento

È stata la Sala Affreschi della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), nel cuore di Roma, a ospitare, ancora una volta, Orientarsi al Futuro, il format CISIA pensato per condividere dati, analisi e spunti sull’andamento dei TOLC e delle attività di orientamento.

Nell’appuntamento, svoltosi ieri, la prima parte ha visto le relazioni di Giorgio Filippi (responsabile divulgazione CISIA), Maria del Mar Huerta Moran (responsabile orientamento CISIA) e Piero Salatino (delegato all’orientamento e ai rapporti con il sistema scolastico dell’Università Federico II di Napoli). Filippi ha illustrato l’andamento dei test nel 2025: “Quasi tutti i TOLC hanno segnato punteggi più bassi. Il calo, nello specifico, è relativo alla comprensione del testo ma anche la matematica registra una diminuzione”, Huerta Moran si è soffermata sul momento della scelta universitaria: “La scuola è ancora fondamentale nel far conoscere le attività di orientamento ma al momento della scelta il ruolo determinante continua a essere quello di amici e familiari”, mentre Salatino ha messo l’accento sulle caratteristiche che i giovani si riconoscono: ” Abbiamo chiesto ai ragazzi e alle ragazze di dirci quali fossero le parole che associavano al loro percorso, ci hanno risposto fornendo un quadro molto interessante sulle loro percezioni. Ecco, quindi, che chi fa architettura si associa al concetto di creatività mentre chi segue studi ingegneristici all'innovazionechi studia materie letterarie all'interdisciplinarietà e chi segue un percorso pedagogico alla collaborazione. Queste analisi possono essere determinanti affinché le comunità disciplinari possano progettare attività orientative comuni, ispirate al modo in cui si vedono gli studenti”.

Nella seconda parte, moderata da Eugenio Bruno de Il Sole 24 Ore, un panel dedicato ad approfondire i temi delle relazioni iniziali e a fornire spunti di riflessione. Ad avviare la discussione la riflessione di Giorgio Calcagnini (Rettore Università di Urbino e delegato orientamento CRUI) sul valore concreto dell’orientamento: “L'orientamento influisce sugli abbandoni, che risultano minori fra chi partecipa alle attività orientative”. Roberta Cella (Consiglio Scientifico CISIA), intervenuta sulla questione del calo dei punteggi in comprensione del testo ha definito i TOLC alla stregua di uno strumento diagnostico “perché permettono a chi studia di avere un quadro preciso delle proprie competenze di base, fra cui la comprensione del testo che serve sia agli studi, sia per partecipare attivamente e consapevolmente alla vita sociale”. Nella sua relazione Francesca Carbone (Direttore generale della Direzione Generale per lo studente, l'inclusione, l'orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica MIM) si è focalizzata su linee guida, progetti e attività in corso, sottolineando come si possa “Ridurre l'abbandono, potenziando la filiera dell'istruzione, anche per affrontare fenomeni come quello dei neet. L'orientamento - ha poi proseguito - è una risposta concreta a questi bisogni. Il Ministero ha ritenuto fondamentale individuare due figure, quella del docente orientatore e quella del docente tutor, per portare gli studenti a fare scelte sempre più consapevoli”. Valentina Cataldi (Direzione generale del diritto allo studio MUR) ha testimoniato come “La verifica delle conoscenze è vantaggiosa per le istituzioni e per gli studenti. Per le istituzioni, in particolare, offre informazioni per definire azioni e politiche che sostengano chi studia. Orientamento e verifica della preparazione iniziale assumono un ruolo strategico per garantire una transizione efficace dalla scuola all’università”. Ha preso poi la parola Lorenzo Bassi, presidente del CNSU, sottolineando che “Ci sono ancora troppi ostacoli di carattere economico affinché il diritto allo studio possa dirsi concreto ed effettivo” ed evidenziando il “grandissimo salto tra sistema di istruzione superiore e sistema universitario, fatto per cui è difficile aspettarsi che al primo anno si possano ottenere risultati ottimali, considerando anche le difficoltà di ambientamento e di comprensione del funzionamento accademico”. Marilena Maniaci (Consiglio Direttivo ANVUR) si è invece soffermata sulle questioni d fondo: “Il tempo attuale ci richiede visione chiara e grande flessibilità, ed è necessario assumere una logica di filiera. Diventa, quindi, sempre più importante uniformare i sistemi di valutazione fra atenei, rafforzando il dialogo tra soggetti come CISIA e ANVUR, interessati a valutare rispettivamente le conoscenze in ingresso e quelle in uscita dai corsi universitari”. Paolo Vincenzo Pedone (Presidente CUN) ha spostato l’accento sugli studenti stranieri che studiano in Italia nei corsi magistrali, definendo come molto rilevante la questione della verifica dei requisiti curriculari di chi si iscrive dall’estero, lanciando un tema: “Come fare per portare queste persone a raggiungere gli obiettivi formativi previsti dai corsi?”. Hai poi segnalato come, forse, l’università non abbia compreso a fondo le caratteristiche della formula 3+2 (laurea + laurea magistrale), progettata declinando i vecchi corsi e non con una visione ad-hoc: “Siamo un paese nostalgico dei cicli unici, ed è un enorme errore strategico. Penso sia un problema il fatto che non ci siano gli OFA (Obblighi di Formazione Aggiuntivi) per le lauree magistrali, perché se non si possiedono i requisiti curriculari si devono sostenere esami in più per accedere al biennio. Possiamo permetterci un sistema di questo tipo?”.

Parola quindi al presidente CISIA Giovanni Betta: “Anche il tema della didattica è rilevante e deve far parte di un progetto complessivo che miri a ridurre i tassi di abbandono, aiutando chi studia a completare il proprio percorso nei tempi previsti; in questo senso il mondo accademico deve fare uno sforzo continuo per comprendere le abitudini mediali del mondo giovanile e modulare, di conseguenza, il modo in cui si condivide la conoscenza. Indispensabile è però un passaggio: poter correlare i dati, far sì che conoscenze e analisi che fanno capo a soggetti diversi, possano dialogare e darci informazioni determinanti per sviluppare azioni e politiche di sostegno sempre più centrate sugli studenti”.

Conclusioni, infine, affidate alla presidente CRUI Laura Ramaciotti: “I TOLC sono fondamentali e ci servono per ripensare ciò che dobbiamo fare nel contesto scolastico, per rivedere l'offerta formativa dei corsi di laurea, e per aggiornare i servizi di supporto che servono a irrobustire le competenze e colmare le lacune. Per quanto riguarda l'orientamento, anche le famiglie devono diventare target delle iniziative, considerato che hanno un'influenza rilevante nelle scelte, ma - ha chiosato - è comunque importante che i giovani possano staccarsi dal cordone ombelicale familiare per fare scelte autonome”.

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